PERCHE' UN RANOCCHIO?

L'idea nasce dal principio della rana bollita di Noam Chomsky, linguista filosofo e scienziato statunitense di inizio secolo ma in realtà l'esperimento da cui trae origine risale ad una ricerca condotta presso la “John Hopkins University” nel lontano 1882. Ecco cosa racconta:

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.” Tratto dal libro “Media e Potere” di Noam Chomsky

Da questa storiella è possibile comprendere quanto sia facile per l'essere umano moderno adattarsi a situazioni che via via sfumano quasi impercettibilmente dal confortevole allo spiacevole fino a divenire deleterie e tutto senza nemmeno rendersene conto fino a ritrovarsi letteralmente "bolliti"! Questo avviene perché l'accettazione, la capacità di adattamento allo status quo delle cose è insita nell'essere umano, tanto più se quelle abitudini ripetute sono poi in apparenza a suo favore e ben mascherate da concetti quali "benessere" e "crescita". Abitudini e reiterazioni che finiscono per allontanarci da valori e sane abitudini che abbiamo perso nel tempo. 

Il parallelismo con il momento che stiamo vivendo pare molto nitido. In un momento storico in cui la parola d'ordine è "distanziamento sociale" stiamo perdendo ancor più di vista quanto l'ambiente sia la nostra unica e vera "casa" comune e quanto il procedere all'insegna della crescita, quella perlomeno alla quale ci hanno abituati, in realtà porti inesorabilmente verso la distruzione del nostro habitat.

Il lato positivo (pare strano ma c'è) ed è che la rana non è ancora del tutto bollita ovvero che il camiamento dipende da noi, anche una sola persona può coinvolgerne altre ed altre ancora e dare il via a quel circolo virtuoso che dia un bel colpo inverso al circolo vizioso messo in atto negli ultimi decenni. Ciò che si può fare è affinare la nostra stessa percezione e capire che è arrivato il momento di saltare fuori dalla pentola e vivere, senza paraocchi. Siamo ad un bivio ed è arrivato il momento di essere dei ranocchi verdi e consapevoli e di cambiare le nostre abitudini, quelle che ci hanno portato a vivere in ambienti sempre più soffocati da smog, plastica, consumi a volte smodati perché alla fine il vero cambiamento è possibile e dipende da ognuno di noi!