INCI e Biodizionario

Le regole dello zero waste

Sono sempre più convinta che per agire e cambiare servano poche e semplici regole purché messe in atto. 

Le regole dell zero waste sono 5; 4 con la R ed una con la C:

1) RIFIUTARE: Significa iniziare a dire un NO categorico a tutto ciò che rientra nel consumo "usa e getta" sia per ciò che entra dentro casa (dagli imballaggi alle monoporzioni in vaschette di plastica, stoviglie in plastica monouso, teglie in alluminio ecc...) sia nelle nostre abitudini "esterne" (no ai sacchetti di plastica basterebbe portare una borsa in tela per la spesa da casa, no alla cannuccia nel bicchiere ma anche no a gadget inutili, bigliettini da visita o post it quando ormai abbiamo tutti un cellulare o un pc al lavoro). 

2)RIDURRE: per alcune persone è la regola più difficile ed impegnativa eppure se ci si abitua a "levare" e "togliere" dalle nostre case anziché riempirle in maniera compulsiva si può ritrovare quello spazio foriero di tanta ispirazione e tranquillità che spesso è davvero ciò che ci manca. Prima di ogni acquisto basterebbe porsi una domanda cruciale "Mi serve davvero ciò che sto acquistando?". 

3) RIUSARE: nel riorganizzare e ripulire le nostre case di ciò che è superfluo (vedi punto 2) spesso rispolveriamo oggetti dimenticati e che possono ritornare utili ma anche prima di gettare ciò che abbiamo e che rientra nella categoria di energia grigia (ovvero quella utilizzata per produrre l'oggetto stesso e legata alla sua "vita" fino allo smaltimento) dovremmo abituarci a chiederci se quest'oggetto non possa avere una seconda vita e utilizzo nelle nostre case.

4) RICICLARE: E' una cosa fortunatamente entrata nelle nostre abitudini (anche se molte, troppe persone sono ancora insensibili all'argomento) eppure è spesso sopravvalutato il tema del riciclo. Non tutti sanno che solo il 20% dei rifiuti viene riciclato e per quanto riguarda la vera "nemica" plastica può essere riciclata solo una volta, inoltre alcuni tipi di plastiche come quelle alimentari ed il poliuretano non sono affatto reciclabili.

5) COMPOSTARE: Spesso si ritiene che i rifiuti organici in quanto biodegradabili non inquinino in realtà non è così perché anche il cibo gettato emette CO2 nell'aria, lo stesso CO2 se riportato alla terra è invece fonte di arricchimento per il terreno stesso (ovviamente si parla di frutta e verdura e mai di resti di carne o formaggi). Anche chi non ha un orto o giardino può iniziare a compostare sul proprio balcone e al contrario di quanto si creda se opporunamente bilanciato con parte secca (come foglie o resti di piante) il compost non da alcun odore nè tantomeno attira topi o scarafaggi. 

Nella pagina della bibliografia e siti amici trovate anche i link utili per iniziare a destreggiarsi con l'autoproduzione (che può essere anche divertente e a tratti illuminante) e per ampliare le possibilità di fare acquisti scegliendo la filiera corta e prediligendo l'acquisto sfuso.